07 February, 2007

Flat Tax

Ne avete mai sentito parlare? Spero proprio di sì. In fondo è un metodo semplice con un significato eco-nomico/logico molto profondo.
Vi racconto un piccolo episodio: qualche mese fa, un ottimo manager e certamente una persona che un po' stimo, entra nel mio ufficio mettendosi alla lavagna e disegnandomi la necessità morale della progressività delle tasse con tanto di curve chiarificatorie e un pathos tale che se non fossi carico di anticorpi, mi avrebbe certamente fatto cadere nella trappola. Mi spiegava che le tasse dovevano seguire la progressività, era un principio morale: chi più guadagna deve essere soggetto ad una tassazione maggiore in maniera progressiva.

Esistono fortunatamente delle alternative altrettanto "morali" e la flat tax credo vi appartenga a pieno titolo. Prima di esporne i concetti basilari però, ritengo utile richiamare l'obiettivo di una sana politica fiscale, obiettivo naturalmente che da molti è bollato come "conservatore", "capitalista", e via appioppando (so bene che anche dall'altro lato gli epiteti non mancano ma, per quanto mi riguarda, sono fuori da queste guerre ideologiche). Dunque credo che obiettivo fondamentale di una sana politica economico-fiscale sia quella di arginare con tutti i mezzi possibili dal mercato il potere dello Stato favorendo una tensione all'equilibrio che nasca dal mercato stesso.
La flat tax è un ottimo sistema di tassazione (anche noto come proporzionalità delle tasse) utile al raggiungimento di questo fine e che, se ben gestita, semplificherebbe in maniera significativa il codice tributario. Infatti aliquote ridotte minimizzano la distorsione dei prezzi operata da un intervento statalista e massimizzano nel contempo gli incentivi individuali.
Proverò semplicemente a descriverne per punti alcune sue peculiarità e rimandando chi volesse approfondire ai riferimenti in coda (e non wikipedia!!!):

I vantaggi in semplicità, economicità (abbattendo gli inutili costi di gestione. In America è stato calcolato un aumento del 5% del PIL dovuto alla efficienza della flat-tax) e trasparenza (che indurrebbe a ridurre l'evasione e la corruzione) sono difficilmente confutabili.

E' e rimane comunque un argomento controverso. Per farsene un'idea consiglio le seguenti letture:

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18 November, 2006

Milton Friedman

Parlavamo di capitalismo. Apprendo poi la notizia della morte di Milton Friedman. Mi limito a riportare due sue famose affermazioni cogliendone tutta la loro drammatica attualità.

"We have a system that increasingly taxes work and subsidizes nonwork". No comment.

"I am favor of cutting taxes under any circumstances and for any excuse, for any reason, whenever it's possible".

Le tasse sono una forma legalizzata di camorra. Più le tasse aumentano e più diminuisce la nostra concreta libertà.
Ho paura che molti non comprendano la portata di queste affermazioni. Per chi resta sarà molto tardi quando ci si troverà ormai privi di ogni forma di libertà e sempre più dipendenti di uno Stato che, ripeteva bene Reagan, è la bestia da affamare.

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12 November, 2006

Capitalismo

Il capitalismo è innanzitutto una impostazione di rettitudine nei confronti della realtà. La stortura sono le tracotanze dello Stato nell'economia (e non solo).
Il capitalismo in potenza è generatore di benessere. Le alternative (ad oggi...) sono endemicamente generatori di povertà.
Esportare il capitalismo nell'Europa dell'est ad esempio, è un dovere considerando anche l'inferno comunista che hanno patito.

E' questione di liberà (non quella giacobina con la maiuscola) che proprio perché concreta passa necessariamente anche attraverso le forme economiche.

In tutti i settori temo che l'Europa (ah, anche la nostra cara Italia) sia già da tempo imbarcata su una strada fallimentare.

Lascio all'intelligenza di ognuno di voi la verifica di quanto espresso.

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18 February, 2006

Valori non monetizzabili

Domanda: Perché sei in azienda?
Risposta (ricorrente): Appena ne trovo un'altra che paga di più mi ci butto.
Giustissimo. Solo che pagare - dal mio punto di vista - è il valore totale di una serie di addendi (in primis i soldi, probabilmente):

Valore percepito = salario + servizi

Cosa sono quei servizi? E' il motivo per cui anche se ti offrono, diciamo, 5000€ in più, non ti schiodi.
Nei miei pochi anni di lavoro ho spesso goduto di molte "comodità" e patito diverse "mancanze" e ciò mi da motivo per ritenere che la produttività è strettamente correlata ad alcuni fattori (di natura diversa) che provo a tratteggiare:


  1. Closed space, il luogo di lavoro dev'essere sereno e laddove possibile chiuso rispetto agli obiettivi. Significa semplicemente che lo spazio condiviso deve essere dipendente dal motivo per cui si è insieme nella stessa stanza. Gli open space hanno una loro ragion d'essere ma dubito fortemente che siano di aiuto alla produttività dei team. Nessun criterio anarchico, circoscrivere per progetto/obiettivi i team all'interno di uno spazio condiviso. Anche in questo caso si possono perdere ore di produttività: pensate ad un collega che vi chiede un consiglio mentre la vostra attenzione è tutta convergente verso una soluzione. Due minuti di distrazione e necessitate di quindici minuti per riprendere il filo. Né anarchia né ammassamento, l'equilibrio è tutto a carico dell'intelligenza e della sensibilità di chi vi guida. Ma questo dovete pretenderlo!
  2. Cross Traininig, questa è un'idea (spero non originale) che mi porto dietro da anni: un'ora di Economia (e magari anche di Storia) per coloro naturalmente che desiderino farlo. La cadenza è un grado di libertà da motivare di volta in volta ma deve essere il più possibile un appuntamento fisso se veramente si è convinti che questo sia a vantaggio delle persone e quindi dell'azienda. Mi piacerebbe elencarne i vantaggi, ma a questo punto possiamo rimandare ai commenti ulteriori approfondimenti. Fatevi sotto!
  3. Motivators, le persone (meglio, i collaboratori) vanno responsabilizzati, resi autonomi sui "pezzi", seguite da un career counselor, premiati/redarguiti subito, senza aspettare l'occasione (annual interview, o peggio alla macchinetta del caffè), protetti e non sbugiardati alla prima occasione, ...

Mi rendo perfettamente conto che non esite una ricetta (non esistono le u-topie) e che le condizioni date (l'insieme andrebbe ulteriormente esteso per la verità) sono solo di aiuto e non risolutivi (data l'ampiezza e la complessità del problema).

Ciò che demotiva di certo una persona sono i cosiddetti KITA (Kick it the ass), iniezioni che producono movimento ma non motivazione. Sono tutti fattori che una persona si aspetta e che non vorrebbe minimamente discutere. Qualche esempio? aumento del salario, meeting annuali, momenti di community, condizioni di lavoro (computer adatti, sedie, sicurezza,...)... Alcuni di questi sono opzionali altri assolutamente necessari ma cadono nella categoria dei servizi di base che ripeto non vorremmo mai affrontare come problemi con i nostri superiori.

Consiglio due letture:

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