25 May, 2006

Formazione

Di recente ho seguito una serie di corsi su svariati argomenti. Quello che ho notato in maniera pressoché costante è che i trainer tendono a dare informazioni piuttosto che strumenti di reale improvement (formazione).
Difficile che ti dicano come fare una stima, come migliorare la comunicazione, ecc. E qui siamo nel campo della tecnica, delle cose che chiunque (o quasi) può apprendere!
Il guaio è quando poi si pretende di dare lezioni su argomenti che sollecitano la parte pre-cablata di ognuno di noi, ovvero con il tuo modo di essere.
Nel campo della leadership, ad esempio, si omette per ingenuità (o al contrario per scaltrezza) che non tutti possono essere leader, che la leadership pesca nel modo di essere e vivere di ognuno di noi e che nessuna tecnica può mai (nell'ordinario) farci trasformare in leader vincenti (ma avete mai letto certo tipo di pubblicazione a riguardo?)
Si possono avere dei lievi miglioramenti, aggiustamenti, limature. Mi chiedo: ma non sarebbe più onesto dire a queste persone che è meglio fare altro, valorizzarsi in altri ambiti?

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Comments:
michele, ma sbaglio o chiedi che venga detto chiaramente che non siamo tutti uguali?
che non tutti possiamo tutto al pari degli altri?
vuoi vedere che allora questa panzana dell'uguaglianza che a tutti permette di vivere in piena democrazia ed esprimere il proprio voto, ugualissimo a quello degli altri, è solo un modo per illuderci di essere liberi?
se è questo che volevi, sono daccordo con te, e per tornare alla democrazia, faccio una domanda: perchè il voto di un santo vale esattamente un punto come quello di un tale che quando, in ungheria, i carri armati maciullavano manifestanti, applaudiva?
 
1. L'uguaglianza (quella moderna, quella giacobina) è la più alta forma di razzismo. L'evidenza naturale delle cose (la complessità degli uomini, i loro tratti comuni e non comuni) imprigionata in una costituzione che stabilisce cos'è l'uguaglianza. Da questo metodo scorre sangue su sangue. Per il semplice caso in esame, anziché inoculare errate convinzioni, sarebbe sufficiente (ma chi è più capace?) capire chi hai di fronte e valorizzarlo (invece che "meccanizzarlo")
2. Approfitto per portare in superficie qualcosina che riguarda il certamente non mio né caro presidente Napolitano che da buon organico comunista nel 1956 appoggiò l'esercito sovietico che invase il paese est-europeo, che oggi dopo 50 anni ha avuto il buon senso di lamentare la sua ufficiale visita.
Che dire: W l'Ungheria.
 
Michele, ma ai corsi di leadership ti aspetti che il docente selezioni ad uno ad uno i partecipanti, ed in breve tempo dica tu si, tu no, come mengele selezionava che doveva sopravvivere e chi no?
Se uno poi va ad un corso di leadership qualcuno probabilemnte ce l'ha mandato, credendo lui un leader, almeno potenziale, ed anche che questi corsi sono utili per sviluppare la leadership (è chiaro che entrambe le credenze possono essere errate). L'uguaglianza (moderna,giacobina?) di cui per te sembra debba essere permeata la società, per me DOVREBBE essere l'uguaglianza delle opportunità, dare a tutti l'occasione di crescere, di esercitare e migliorare le proprie attitudini, indipindentemente dalle posizioni di partenza o dai giudizi frettolosi.
Un abbraccio,
pop3
 
Caro Pop3, è vero quello che dici relativamente all'uguaglianza delle opportunità (ti chiedo: chi stabilisce l'uguaglianza e le opportunità? ci sono due risposte: o lo Stato - ahi - o la società, la realtà).
Per la leadership il discorso non è semplice come avrai campito. Dico che un buon leader ha una ossatura diversa poi i muscoli li alleni (e qui tutti si possono allenare). La differenza, lo scarto che fa emergere un vero leader è nelle ossa.
 
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