18 February, 2006
Valori non monetizzabili
Risposta (ricorrente): Appena ne trovo un'altra che paga di più mi ci butto.
Giustissimo. Solo che pagare - dal mio punto di vista - è il valore totale di una serie di addendi (in primis i soldi, probabilmente):
Valore percepito = salario + servizi
Cosa sono quei servizi? E' il motivo per cui anche se ti offrono, diciamo, 5000€ in più, non ti schiodi.
Nei miei pochi anni di lavoro ho spesso goduto di molte "comodità" e patito diverse "mancanze" e ciò mi da motivo per ritenere che la produttività è strettamente correlata ad alcuni fattori (di natura diversa) che provo a tratteggiare:
- Closed space, il luogo di lavoro dev'essere sereno e laddove possibile chiuso rispetto agli obiettivi. Significa semplicemente che lo spazio condiviso deve essere dipendente dal motivo per cui si è insieme nella stessa stanza. Gli open space hanno una loro ragion d'essere ma dubito fortemente che siano di aiuto alla produttività dei team. Nessun criterio anarchico, circoscrivere per progetto/obiettivi i team all'interno di uno spazio condiviso. Anche in questo caso si possono perdere ore di produttività: pensate ad un collega che vi chiede un consiglio mentre la vostra attenzione è tutta convergente verso una soluzione. Due minuti di distrazione e necessitate di quindici minuti per riprendere il filo. Né anarchia né ammassamento, l'equilibrio è tutto a carico dell'intelligenza e della sensibilità di chi vi guida. Ma questo dovete pretenderlo!
- Cross Traininig, questa è un'idea (spero non originale) che mi porto dietro da anni: un'ora di Economia (e magari anche di Storia) per coloro naturalmente che desiderino farlo. La cadenza è un grado di libertà da motivare di volta in volta ma deve essere il più possibile un appuntamento fisso se veramente si è convinti che questo sia a vantaggio delle persone e quindi dell'azienda. Mi piacerebbe elencarne i vantaggi, ma a questo punto possiamo rimandare ai commenti ulteriori approfondimenti. Fatevi sotto!
- Motivators, le persone (meglio, i collaboratori) vanno responsabilizzati, resi autonomi sui "pezzi", seguite da un career counselor, premiati/redarguiti subito, senza aspettare l'occasione (annual interview, o peggio alla macchinetta del caffè), protetti e non sbugiardati alla prima occasione, ...
Mi rendo perfettamente conto che non esite una ricetta (non esistono le u-topie) e che le condizioni date (l'insieme andrebbe ulteriormente esteso per la verità) sono solo di aiuto e non risolutivi (data l'ampiezza e la complessità del problema).
Ciò che demotiva di certo una persona sono i cosiddetti KITA (Kick it the ass), iniezioni che producono movimento ma non motivazione. Sono tutti fattori che una persona si aspetta e che non vorrebbe minimamente discutere. Qualche esempio? aumento del salario, meeting annuali, momenti di community, condizioni di lavoro (computer adatti, sedie, sicurezza,...)... Alcuni di questi sono opzionali altri assolutamente necessari ma cadono nella categoria dei servizi di base che ripeto non vorremmo mai affrontare come problemi con i nostri superiori.
Consiglio due letture:
- CUSUMANO M. - SELBY R. , Codice Microsoft, ETASLIBRI, 1998
- HERZBERG F., One more Time: How do you motivate employees?, Harvard Business Review, 1968
Labels: Economics
Ma come parli? Closed Space... Crossed Training... Motivators... Career Counselor... Annual Interview... ma cosa sono queste parole? MA COME PARLI?
:-))))))))))))))))
Chissà se nell'azienda per cui lavori si organizzano incontri di Fitness Community per sentirsi in forma... ti ci vedo, sai, ti ci vedo proprio ad elogiare con paterno compiacimento questo High Degree of Proactive Commitment degli Health Counseling Experts aziendali... ;-)
La vocazione è "nel" lavoro, non "il" lavoro.
Ho comunque provato a porre il problema del condizionamento aziendale sulla produttività.
Non volevo farne un trattato da "credente" dei valori aziendali e via sciocchezzando.
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