30 December, 2005
Il cliente non ha sempre ragione
Uno dei cavalli di battaglia delle metodologie agili è la presenza o comunque il coinvolgimento costante del cliente. Pur trovandomi d'accordo in linea di principio, la realtà che quotidianamente sperimento (ma credo di non essere l'unico) è purtroppo un'altra.
Vi immaginate il cliente continuamente alle spalle? Quello che non si capisce è che il team di sviluppo deve ascoltare ciò che il cliente vuole ma realizzare ciò che il cliente ha veramente bisogno. Questa è una lezione costante che tende a valorizzare il team e a portare il cliente su posizioni più adeguate.
L'implicazione immediata è che l'attività di analisi smette di essere una pura trascrizione di requisiti diventando un momento di riflessione sul "significato" del sistema da realizzare.
Vi immaginate il cliente continuamente alle spalle? Quello che non si capisce è che il team di sviluppo deve ascoltare ciò che il cliente vuole ma realizzare ciò che il cliente ha veramente bisogno. Questa è una lezione costante che tende a valorizzare il team e a portare il cliente su posizioni più adeguate.
L'implicazione immediata è che l'attività di analisi smette di essere una pura trascrizione di requisiti diventando un momento di riflessione sul "significato" del sistema da realizzare.
Labels: IT
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In tutti i lavori a contatto con un cliente il problema che sollevi si presenta quotidianamente.
Da un lato c’è chi ha un’esigenza da veder soddisfatta e dall’altra chi cerca di risolverla attraverso una attenta fase di “interpretazione” dell’esigenza stessa.
Purtroppo sono troppi gli architetti che si inventano strutture “artistiche” senza né capo né coda, brutte e non funzionali; troppi i committenti che traggono idee e solo quelle non da esigenze realistiche ma da fantasie altrui.
Troppi i pazienti che chiedono interventi di chirurgia per diventare un’altra persona; troppi i medici che propongono terapie inadeguate al paziente che hanno innanzi ed adatte a malati ideali ed statisticamente teorizzati.
Troppi gli avvocati che propongono cause finalizzate alla causa stessa, troppi i clienti che ricorrono alla giustizia per attese ingiustificate. etc. etc.
Il cliente migliore è quello che realisticamente ha bisogno di qualcosa e realisticamente sa come la vuole. Il miglior professionista è quello che soddisfa al meglio una reale esigenza.
Penso di non discostarmi troppo da Michele nell’affermare che il “significato” di ciò che deve essere realizzato può essere individuato solo con un’attenta calibrazione di strumenti adeguati ad esigenze reali.
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Da un lato c’è chi ha un’esigenza da veder soddisfatta e dall’altra chi cerca di risolverla attraverso una attenta fase di “interpretazione” dell’esigenza stessa.
Purtroppo sono troppi gli architetti che si inventano strutture “artistiche” senza né capo né coda, brutte e non funzionali; troppi i committenti che traggono idee e solo quelle non da esigenze realistiche ma da fantasie altrui.
Troppi i pazienti che chiedono interventi di chirurgia per diventare un’altra persona; troppi i medici che propongono terapie inadeguate al paziente che hanno innanzi ed adatte a malati ideali ed statisticamente teorizzati.
Troppi gli avvocati che propongono cause finalizzate alla causa stessa, troppi i clienti che ricorrono alla giustizia per attese ingiustificate. etc. etc.
Il cliente migliore è quello che realisticamente ha bisogno di qualcosa e realisticamente sa come la vuole. Il miglior professionista è quello che soddisfa al meglio una reale esigenza.
Penso di non discostarmi troppo da Michele nell’affermare che il “significato” di ciò che deve essere realizzato può essere individuato solo con un’attenta calibrazione di strumenti adeguati ad esigenze reali.
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